Pubblicato da Daniele il 13 aprile 2017

Prestiti per lavoratori assunti in piccole o medie aziende

Quando si parla di prestiti per lavoratori dipendenti spesso si dice che la cessione del quinto rappresenta la soluzione più pratica, veloce, comoda e conveniente: può essere richiesta anche dai cattivi pagatori e da chi è stato assunto da poco (di solito bastano tre mesi di anzianità di servizio), ma non tutti gli istituti sono disposti a concedere il finanziamento a chi lavora per imprese private che non raggiungono certi standard dimensionali; facciamo una piccola panoramica sui prestiti per lavoratori assunti in piccole o medie imprese.

La cessione del quinto per i dipendenti di piccole imprese

Nella maggior parte dei casi le banche e le finanziarie stabiliscono degli importi massimi erogabili più bassi per la cessione del quinto a dipendenti privati, aggiungendo anche dei requisiti specifici per l’azienda/datore di lavoro. Da questo punto di vista, il parametro da osservare per distinguere tra piccole o medie aziende e grandi imprese è il numero dei dipendenti: fino a 5 dipendenti l’impresa viene considerata piccola, mentre per essere considerata grande (e quindi avere le dimensioni giuste per accontentare l’esigenza di garanzie da parte dell’istituto erogante) ne servono almeno 16; ovviamente questi limiti possono variare in base alle decisioni delle singole banche o finanziarie: alcune di loro infatti fanno distinzione in base al tipo di società, fissando dei limiti minimi diversi in base alla forma societaria (Srl, SpA, Snc e così via). Ci sono diversi metodi online per richiedere la cessione del quinto da dipendente di una piccola azienda, a tassi molto agevolati.

Gli altri prestiti per lavoratori assunti in piccole o medie aziene

Se per questi motivi dimensionali non è possibile ottenere un finanziamento con cessione del quinto, quali sono gli altri prestiti per lavoratori assunti in piccole o medie aziende? Bisogna ricorrere a soluzioni diverse; anche se si è dipendenti di piccole imprese è possibile ottenere un prestito personale purché si rispettino i requisiti richiesti, che di solito sono un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, essere titolari di un conto corrente, risiedere in Italia e avere un reddito dimostrabile. La banca potrebbe però richiedere ulteriori garanzie personali o reali; la garanzia personale può essere rappresentata dalla figura del garante, cioè un soggetto che si impegna a pagare le rate di rimborso del finanziamento nel caso in cui il debitore principale (ovvero il richiedente) si dimostri inadempiente. Ovviamente il garante deve avere dei precisi requisiti per poter essere considerato “credibile” dalla banca: non deve essere stato segnalato come protestato o come cattivo pagatore e deve poter contare su un reddito stabile (contratto di lavoro a tempo indeterminato o pensione).

In alternativa alle garanzie personali si possono proporre delle garanzie reali: pensiamo ad esempio a chi è proprietario di un immobile per il quale riceve ogni mese il pagamento dell’affitto; questa entrata periodica potrebbe essere utilizzata per il pagamento della rata (o di una parte di essa) e l’istituto erogante potrebbe accordare l’erogazione del finanziamento. Purtroppo però la decisione finale, indipendentemente dalle garanzie che vengono presentate, viene presa proprio dalla banca o dalla finanziaria e non ci può essere la certezza assoluta che le domande di prestiti per lavoratori assunti in piccole o medie aziende vengano accettate. Il discorso è un po’ diverso se l’importo di cui si ha bisogno è abbastanza limitato: per piccoli prestiti con somme intorno ai 3.000 o 5.000 euro spesso gli istituti si dimostrano più elastici e le possibilità di vedere accolta la propria richiesta aumentano sensibilmente; diventa quindi molto importante conoscere bene quali sono le proprie esigenze (liquidità, realizzazione di un progetto, acquisto di un determinato bene o servizio) per poter individuare quale può essere la soluzione più adeguata e conveniente.

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