Pubblicato da Federica il 20 Gennaio 2020

Neonato 1 mese: quante poppate deve fare? Consigli e teorie

Una delle gioie più grandi, a livello emotivo e personale, è quando si riesce a diventare genitori. L’arrivo di un bambino o di una bambina cambia lo status di moglie e marito, cambia la loro routine e si deve cercare di soddisfare ogni suoi bisogno perché il neonato non è in grado di farlo da solo.

infatti, dato che è così dipendente dai genitori, fino allo svezzamento che avviene intorno ai 6 mesi, pensa di essere ancora un tutt’uno con la madre, pensa di essere ancora in lei anche se per richiamare l’attenzione utilizza il pianto. Ma quante volte va nutrito il bambino quando raggiunge il mese di di vita?

 Quante poppate deve fare?

Come scritto in precedenza, il neonato fino ai 6 mesi, pensa di essere ancora nella pancia della mamma, anche se quando ha fame, ha bisogno di compagnia, ha bisogno di essere cambiato, utilizza l’unico richiamo che conosce, ossia il pianto.

Il neonato di 1 mese non fa eccezioni, anche se in lui ci sono diversi cambiamenti rispetto a prima: regge e solleva la testa, presta attenzione alle voci girando la testa, l’udito è più sviluppato, inoltre anche i genitori, dalla nascita in poi, per farlo abituare alle loro voci devono parlare con lui, raccontare storie, oppure parlare tra loro due mentre il bambino è sveglio così le associa piano piano.

Inoltre inizia a riconoscere pochi volti, quelli dei genitori basta per il momento, non ha ancora il controllo degli sfinteri quindi il pannolino è ancora presente per evitare che si sporchi e, in caso di fastidio perché si sente sporco, utilizza sempre il pianto per farsi capire.

ancora non controlla bene dei muscoli come quelli degli arti, si attivano molti nervi insieme perché si sentono stimolati e anche quelli del viso, i bambini di un mese iniziano a sorridere se sentono le voci che riconoscono e riescono anche a portarsi una manina verso la bocca.

Per quanto riguarda la nutrizione, se la mamma ha il latte nei seni può continuare ad allattarlo. Il latte materno è una fonte di nutrimento e protezione per il piccolo, infatti solo questo latte che producono i mammiferi contiene la maggior parte di anticorpi che aiuta a creare nel bambino le prime resistenze immunitarie.

Dato che hanno lo stomaco piccolo, quindi si svuota anche in fretta, bisogna ricordarsi che ogni 3 ore il piccolo può piangere per la fame, bisogna stabilire secondo le sue esigenze una routine della pappa, al giorno infatti deve mangiare 4 volte.

Consigli e teorie

Può succedere che una mamma, nonostante senta fastidio e dolore al seno a poche giorni dal parto, può non produrre latte materno, bisogna fare in tempo le varie visite di controllo, se una donna ne produce ma non è abbastanza può sempre ricorrere al latte in polvere, più o meno ha gli stessi valori nutrizionali, e anticorpi, del latte materno, solo che rischiano di “gonfiare” il neonato.

Con l’apposito cucchiaino e misure presenti sui biberon non bisogna superare i 650 ml di polvere e acqua, anche se sembra poco, sono più che sufficienti per il neonato che ha compiuto il primo mese di vita

Questo è assolutamente normale, sono solo ormoni in più che aiutano il bambino a proteggersi meglio e anche a crescere, infatti i bambini di 1 mese, rispetto a prima, riesce ad assumere più latte e assimilano circa 30 g al giorno.

È molto positivo il fatto che nutrendosi di più pesa di più, bisogna controllare anche quanto si alluna, questo è indice di crescita e sviluppo per lui, le ossa poi diventano più forti e resistenti rispetto a prima.

Utile è ricordarsi che, allattamento al seno o tramite biberon che simulano i movimenti del capezzolo della mamma, l’ora della pappa dev’essere un momento tranquillo e sereno per entrambi. Se la mamma è agitata il bambino lo sente per prima, anche da come parla, questi sono i primi approcci che la donna crea con il figlio/a e sono i più delicati dato che grazie alle sensazioni trasmesse, l’affetto e il tono di voce, il bambino prova sensazioni di amore vero attraverso il latte.

Se la madre invece è più preoccupata che, per via dell’allattamento e della precedente gravidanza, il suo corpo si è rovinato e il seno pure perché sta nutrendo il figlio, esso può sentire il latte cattivo e può arrivare pure a rifiutarlo. In caso di questi pensieri la mamma può sempre chiedere aiuto o a persone a lei vicine che ci sono passate prima di lei o alle varie associazioni per le neo mamme.

Può sembrare inutile e strano ma parlare aiuta la mamma a sfogarsi, ad accettare meglio questo cambiamento tutto per non avere pensieri brutti durante l’allattamento, così si crea anche un sentimento di fiducia tra madre e figlio.

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