Pubblicato da Federica il 22 Maggio 2019

Wasabi: cos’è, da dove viene, come si produce?

Se al ristorante giapponese, vicino al sushi avete mai notato una piccola pastella di colore verde attenzione che quell’ingrediente si chiama “wasabi“, è una salsa molto densa che va messa a parte sul pesce crudo o su alcune pietanze giapponesi, e dal sapore molto forte e piccante che apre il naso e brucia un po’ la gola e l’esofago. Da quanto è piccante e forte può indurre alle lacrime, non tutti sono abituati a questo tipo di calore che produce. Vediamo più attentamente da dove proviene e come diventa salsa o anche qualcos’altro.

Cos’è

Come detto in precedenza, è una salsa densa come una crema dal sapone piccante e forte da aprire tutte le vie aeree, si mette sul pesce crudo, anche sul sushi, e quando è sotto forma compatta, lo si può grattugiare, oppure come composizione sui piatti se non si è abbastanza temerari da mangiarla insieme allo zenzero, che è forte e piccante pure lui.

Oltre alla solita salsetta, i giapponesi hanno inventato anche un modo per metterla come sapore nelle loro paratine fritte a sfoglia e confezionate, oppure le fanno a forma di fagiolo e le mettono nelle buste da mangiare per gli aperitivi.

Se la si vuole acquistare in grammi e fresco può risultare molto caro e anche introvabile se non nei negozi specializzati, su 100 gr di polvere di wasabi possono costare anche 80€.

Da dove viene?

Deriva da una radice della pianta che appartiene alla stessa famiglia dei broccoli, ma ce ne sono di due tipi: una chiara molto piccante che si chiama Mazuma Wasabi, mentre quella verde scura è meno piccante si chiama Daruma Wasabi.

La coltivazione dev’essere fatta in un ambiente mite e l’acqua con cui si annaffiano le radici dev’essere pulita, può essere coltivata anche in inverno.

La sua coltivazione è molto lunga, infatti può variare dai 18 mesi fino ai 2 anni e crescere fino ai 60 cm, sempre bisogna tenere la pianta idratata e la terra pulita. Nutrire il terreno è sempre una buona cosa con minerali come il potassio.

La coltivazione in serra ovviamente è sempre più veloce e controllata, anche per quanto riguarda la luce.

Le radici pronte sono simili a carote verdi sia chiare che scure.

Come si produce?

Per creare la famosa pastella bisogna innanzitutto lavarla per togliere residui di terra o animaletti, grattugiarla con una speciale grattugia chiamata “razza”, poi occorre pestarla col pestello fino a renderla cremosa come una crema.

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