Pubblicato da Federica il 23 Agosto 2020

Beach Boys: biografia, successi e canzoni della band

La musica ha il potere di unire persone diverse per farle ballare oppure collaborare per poterne creare insieme dell’altra, grazie a questo si formano i cantanti o gruppi di cantanti.

Durante gli anni 60′ un gruppo di ragazzi composti da 3 fratelli, 1 cugino e un amico fecero nascere uno dei gruppi musicali più formidabili e famosi per molti anni: The Beach Boys.

Essi fecero la storia creando insieme molti album che piacquero a molti ragazzi di molte età, in pochi inoltre ricorderanno che il nome del gruppo era diverso, e anche oggi molti li conoscono per le loro canzoni usate negli spot pubblicitari, ecco la loro storia, i loro successi musicali e gli album.

Biografia

Il gruppo nacque nel 1961 a Los Angeles, California, all’inizio era formato solo dai tre fratelli Wilson, ovvero Brian, Carl, Dennis e il loro cugino Mike Love e Al Jardine (all’epoca lui e Brian erano compagni di classe al liceo).

Dopo circa tre anni arrivò Glen Campbell, musicista del genere country che non solo entrò nel gruppo ma divenne il leader al posto di Brian Wilson perché in quel periodo ebbe vari problemi di salute e non poteva essere presente ai vari concerti.

La rivista musicale più famosa in tutto il mondo, ovvero Rolling Stone, li ha piazzati per molti anni nella lista dei 100 gruppi musicali migliori, mentre secondo un’altra rivista chiamata Billboard, i Beach Boys è il gruppo che ha venduto più dischi.

Tutto ha inizio a casa Wilson, i tre fratelli ascoltavano sempre il padre suonare il pianoforte, imparando così le varie e diverse armonie vocali e musicali; una sera Brian, che all’epoca aveva 15 anni, insegnò ai due fratelli più piccoli il testo di una canzone e mostrando loro le armonie secondarie.

Al compimento del suo 16° compleanno ricevette in regalo un registratore a nastro, grazie ad esso iniziò a registrare la propria voce e quella del fratello Carl, poi le accompagnarono agli strumenti musicali come il pianoforte e la chitarra Rickenbacker, molto famosa all’epoca.

Scrisse durante il periodo scolastico una canzone chiamata “Surfin”, doveva scrivere infatti una musica per la scuola e non ci riuscì perché decise di cambiare il suo stile musicale.

Ricapitolando il gruppo era formato da Al Jardine, che già aveva esperienze nei gruppi musicali di genere folk e i fratelli Wilson, di loro tre solo Dennis non suonava ma grazie alla sua passione più grande del surf, riuscì a convincere il fratello maggiore Brian a scrivere una canzone che parlava si questa disciplina marittima.

All’inizio il gruppo aveva scelto un nome diverso, infatti si chiamava The Pendletones, questo nome derivava dal loro abbigliamento che mettevano durante i loro primi concerti, ovvero camice di lana della Pendleton, marca di abbigliamento famosa per le loro camice a strisce colate di bianco ed azzurro.

Date le esperienze passate di Al, fu lui a cercare e trovare i vari produttori per farsi sottoscrivere vari contratti musicali, solo che inizialmente i produttori non furono molto convinti dopo averli sentiti cantare una nuova versione di una canzone folk non loro, quando Brian terminò Surfin’ fu allora che convinsero i produttori Morgan e nell’ottobre del 1961 registrarono ben dodici tracce di Surfin nei dischi in vinile da 45 giri, dopo un mese divenne un grande successo.

Solo che in quello stesso momento il gruppo notò una cosa, qualcuno aveva cambiato il nome del disco da The Pendletones a The Beach Boys, questo creò molto disappunto tra i ragazzi e i produttori che dopo avvisarono del cambiamento del nome da parte dei promotori dell’etichetta, il motivo fu che era più facile da ricordare per un pubblico giovane.

Grazie alla canzone Surfin’, il gruppo fece la loro prima esibizione in un concerto dal vivo e commemorativo per la scomparsa di un noto cantante statunitense morto in quel periodo, esso era Richard Steven Valenzuela, in arte Ritchie Valens, nel giorno di Natale nel 1961.

Nel ‘62 Al Jardine lasciò il gruppo per studiare al college, al suo posto arrivò David Marks che era non solo amico di Carl ma anche il loro vicino di casa, in quel periodo aveva ancora 13 anni ma sapeva suonare la chitarra ritmica, dopo un anno Brian chiese ad Al di tornare e lui lo fece.

Nel giugno di quell’anno il gruppo registrò nuove canzoni come Surfin’ Safari, 409 e Surfer Girl.

Anche il padre dei ragazzi, Murry Wilson, aveva la voce in capitolo nel gruppo perché era anche un compositore e pretendeva che il gruppo suonasse e incidesse anche le sue di canzoni, per fortuna che ebbe successo e il gruppo riuscì a firmare un contratto musicale di sette anni con l’etichetta discografica Capitol.

Queste loro canzoni catturavano tutti i ragazzi per lo stile di musica che raffigurava perfettamente lo stile di vita in California e incuriosì molti ragazzi ad intraprendere il surf come sport dato che non era molto noto e famoso.

Nel 1963 continuarono a registrare nuovi lavori e musiche basate più sugli strumenti che sui brani cantati, però una canzone accese un grande dibattito tra loro e un altro cantante chiamato Chuck Berry.

Egli insinuò che la sua canzone “Sweet Little Sixteen” è stata plagiata dai Beach Boys perché le melodie si somigliavano molto; un anno dopo si accordarono di dare i meriti a Chuck.

Nel 1964, dopo un tour in Australia, si trovarono ad affrontare un gruppo inglese arrivato in America, i Beatles, che rischiò di ampliare il pubblico americano con le loro canzoni, in quel periodo il gruppo incise un nuovo album chiamato “Shut Down Volume 2” con nuove tracce originali.

Sempre in quel periodo il gruppo dovette affrontare non pochi problemi, prima di tutto il madre dei tre fratelli, Murry Wilson, dopo una lite gli venne tolto l’incarico di responsabile, durante un viaggio in aereo Brian provò un attacco di ansia e fu costretto a lasciare il tour, venne sostituito da Glen Campbell.

Brian non stette fermo, mentre il gruppo era a fare concerti, lui si concentrò alla composizione e produzione di altri testi e musiche, infatti nel 1965 ne uscirono ben tre di dischi, questo permise di dare una svolta importate per il gruppo cambiando anche lo stile delle canzoni.

Grazie a questo Brian si riprese, la nuova versione di California Girls fu al primo posto in classifica togliendo il podio a “Ticket to ride” dei Beatles.

Nel 1966 venne riconosciuto un loro album come capolavoro, ovvero Pet Sounds, venne accettato dai critici musicali, e fu d’ispirazione a molti altri gruppi musicali e cantanti; dopo di questo Brian continuò a scrivere canzoni e, dopo Pet Sound, arrivò “SMiLE”.

Purtroppo, la realizzazione di questo album portò di nuovo malessere in Brian che iniziò a soffrire di molti disturbi, ad assumere droghe e anche ad avere comportamenti maniaci-depressivi, questo comportò molti problemi con l’etichetta discografica che aspettava l’album in questione e si decise di dare più tempo per completarlo.

Peccato che Brian abbandonò il progetto senza finire di completarlo.

Nel ’67, in sostituzione a SMiLE, furono pubblicati due album “Smiley Smile” e “Summer of love” varie tracce presenti parlavano della guerra del Vietnam, era di nuovo un cambiamento di stile del gruppo.

Questo album venne poi finito e pubblicato nel 2011.

Per via del peggioramento della salute di Brian, il gruppo cancellò la partecipazione al Monterey Pop Festival (Festival Internazionale della musica Pop), decise anche di abbandonare il ruolo da leader all’interno del gruppo, non aveva più alcun tipo di interesse.

Fu il fratello Dennis a prendere il suo posto come cantautore riuscendo così a realizzare un album senza Brian.

Nel 1971 decisero di recuperare alcune canzoni che erano in programmazione per l’album SMiLE per metterle in un altro: “Surfin Up”, trattava solo di canzoni ecologiste, le vendite dell’album salirono notevolmente e raggiunse il 15° posto in classifica nel Regno Unito e 30° in America.

L’anno successivo Brian decise di trasferirsi nei Paesi Bassi non solo per cercare di guarire e stare meglio ma anche per poter lavorare su un album che verrà chiamato “Holland”, peccato che il gruppo non poteva presentarlo alla casa discografica, decisero di riprendere in mano una canzone incompiuta da Brian “Sail on Sailor”, questo ebbe molto successo.

Nell’estate del 1974 la rivista Rolling Stone diede il titolo di miglior band dell’anno al gruppo.

Nel corso degli anni il gruppo continuò a produrre album e a suonare insieme nonostante i troppi problemi, infatti rischiarono pure di sciogliere il gruppo a un certo punto, ma nel 1980 ci fu un cambiamento epocale, Dennis Wilson, batterista del gruppo, morì per annegamento a Marina del Rey, egli era ubriaco al momento della morte, si lanciò dallo yacht di un suo amico, nonostante la grossa perdita il gruppo continuò a suonare e a restare unito.

Successi

Sempre nel 1980 il gruppo ricevette la stella nella Walk of Fame a Hollywood per il successo musicale avuto dalle loro canzoni nel corso degli anni.

Nel 1988 furono anche premiati da Elton John per essere entrati nella Rock and Roll Hall of Fame insieme a molti altri artisti come Bon Dylan e gruppi come i Beatles; sempre nello stesso anno il nome del gruppo venne inserito nella Vocal Group Hall of Fame.

I nomi dei componenti vennero inseriti nella classifica Yong Hollywood Hall of Fame.

Canzoni della band

Le loro canzoni sono tutte inserite nei loro più famosi album:
• 1962 – Surfin’ Safari;
• 1962 – Surfin’ USA;
• 1963 – Surfer Girl;
• 1963 – Little Deuce Coupe;
• 1964 – Shut Down Volume 2;
• 1964 – All Summer Long;
• 1964 – The Beach Boys’ Christmas Album;
• 1965 – The Beach Boys Today!;
• 1965 – Summer Days (And Summer Nights!!);
• 1965 – Beach Boys’ Party!;
• 1966 – Pet Sounds;
• 1967 – Smiley Smile;
• 1967 – Wild Honey;
• 1968 – Friends;
• 1969 – 20/20;
• 1970 – Sunflower;
• 1971 – Surf’s Up;
• 1972 – Carl and the Passions – “So Tough”;
• 1973 – Holland;
• 1976 – 15 Big Ones;
• 1977 – Love You;
• 1978 – M.I.U. Album;
• 1979 – L.A.;
• 1980 – Keepin’ the Summer Alive;
• 1985 – The Beach Boys;
• 1989 – Still Cruisin’;
• 1992 – Summer in Paradise;
• 1996 – Stars and Stripes Vol. 1;
• 2011 – SMiLE;
• 2012 – That’s Why God Made the Radio.